lunedì 12 gennaio 2015

NEW! / Mark Zuckerberg / Oil On Canvas





Cafe Boheme / Czech Republic / Interview


Rinat Shingareev e l’arte dei ritratti.

A soli 28 anni l’artista russo Rinat Shingareev stupisce la scena dell’ arte contemporanea presentando la sua Pop Art Iconography.
I protagonisti scelti per i suoi ritratti sono personaggi famosi della società contemporanea e passata; dalla sfera politica a quella musicale, dalla moda al cinema non c’è distinzione: i soggetti vengono rappresentati in situazioni inusuali, in pose buffe e curiose.
Il “ruolo” crolla.
La sacralità del personaggio presentato dai media si piega ed affiora il semplice e puro lato umano.
I colori intensi e brillanti coinvolgono lo spettatore in un’arte vivace e giocosa che facilmente spezza i canoni mediatici permettendoci di filtrare la realtà ed osservarla da un punto di vista alternativo.

La tua arte si esprime attraverso ritratti di personaggi famosi, contemporanei e non, inseriti in contesti insoliti e divertenti, quasi a voler “dissacrare” il ruolo simbolo che svolgono nella società.
Qual'è il messaggio che vuoi trasmettere?

Parto sempre dall'idea che la mia arte debba trasmettere alle persone solo emozioni positive. Sono un osservatore che usando un mix di colori vivaci trasforma personaggi conosciuti sulle pagine dei giornali o sugli schermi televisivi o in siti internet in icone Pop. Credo che questa sia la formula di successo delle mie opere: invitare a vedere personaggi apparentemente inaccessibili come persone comuni con le loro caratteristiche e qualità. Inoltre vorrei raccontare dal mio punto di vista il percorso della vita dei miei personaggi e sottolineare i punti principali della loro storia.

Concretamente come scegli i tuoi personaggi?

Prima di tutto, vorrei dire che lo scopo principale della mia arte è il desiderio di trasmettere lo spirito della mia epoca attraverso i personaggi che giocano un ruolo chiave in settori quali la politica, sport, spettacolo ecc.
Scelgo sempre i personaggi più sorprendenti e importanti che si sono fatti da zero e le loro storie fanno ispirare gli altri a fare grandi cose. Prima di iniziare un nuovo lavoro studio a lungo la persona selezionata e cerco di trovare le emozioni più precise. Esattamente quelle emozioni che riescono al meglio a trasmettere le mie idee e rendono le mie opere memorabili e speciali.

La tua arte ci consente di uscire dagli schemi ed osservare la realtà da un punto di vista alternativo. Come hai avuto questa ispirazione?

La mia unica ispirazione è sempre stata il desiderio di creare un capolavoro assoluto. Un lavoro cosi bello e particolare che permetterebbe di lasciare il mio nome nella storia dell'arte mondiale. Ed è proprio questo desiderio che mi spinge ad andare sempre più avanti e cercare costantemente idee più audaci e originali.
Un percorso artistico è come un mosaico fatto di mille pezzi dove ogni singolo pezzo è una nuova esperienza o una nuova idea che grazie alla bravura dell'artista diventa realtà.

La tua arte è estremamente positiva e giocosa. Che valore dai tu al gioco?

Prima di tutto vorrei dire che sono una persona allegra e positiva e le mie opere rispecchiano pienamente il mio carattere.
Ho sempre voluto creare un'arte positiva, speciale e stimolante che potesse provocare diverse emozioni nelle persone, desse loro un motivo di riflessione, stimolasse la fantasia, ma mai un arte depressiva e noiosa. 
Per me, l'arte è un mezzo universale di comunicazione che riunisce persone con diverse culture, religioni e tradizioni. Possiamo parlare lingue diverse, ma guardando il mio lavoro, si può sempre capire la mia idea e ricevere una piccola parte del energia positiva che ho messo in esso.

Tecnicamente parlando, come realizzi i tuoi dipinti? Ed hai mai pensato di fondere il tuo stile pop iconografico con stili diversi?

Tutte le mie opere sono dipinti ad olio su tela. Per me è il materiale più pratico e versatile che ti offre infinite possibilità sul piano tecnico. Il processo di lavorazione di un'opera viene eseguito in modo classico e senza l'uso di elaborazione digitale.
Per quanto riguarda il mio stile, devo dire che cerco sempre di sperimentare e portare nuovi elementi nella mia arte, ma per adesso solo tramite Pop Art riesco a realizzare al massimo tutte le mie idee e progetti. Ma non nego che in futuro posso portare la mia filosofia dell'arte dalla pittura alle foto, video e design.

Hai in previsione future esposizioni?

Al momento, tutta la mia attenzione è concentrata sulla mia mostra personale. Sarà un evento grande e speciale dove presenterò anche un libro autobiografico. Vi terrò aggiornati.

Oggi siamo costantemente bombardati dai media. Con la tua arte vuoi comunicare anche una sorta di “ironica protesta” al mondo mediatico attuale?

Ogni mia opera racconta una certa storia. Semplicemente faccio commenti sugli eventi più interessanti e sottolineo i caratteri principali. Per me, l'arte è un gioco e non lo uso affatto come una forma di protesta, perchè tutti facciamo parte di questa sistema e usiamo i suoi vantaggi.

Corinna D Anna


venerdì 5 dicembre 2014

NEW! / Chance the Rapper / Oil On Canvas

Sociart Network / Italy


RINAT E LA POP ART DISSACRANTE

Conosciuto in tutto il mondo, a soli ventotto anni, l’artista Rinat Shingareev è considerato uno dei massimi esponenti, ancora in vita, della Pop Art. Linee perfette, colori brillanti, simbolismi.
Osservando per la prima volta le opere di Rinat, ho subito pensato che avesse una particolare bravura nell’utilizzo di questi famosi programmi per la manipolazione digitale delle immagini.
Con mia grande sorpresa, scopro che i lavori sono vere e proprie opere realizzate olio su tela.

È dissacrante la sua Pop Art Iconografica, rappresenta la realtà mostrando il lato più nascosto dei personaggi che hanno un ruolo di rilievo negli ambiti più diversi – musica, politica, sport – ai quali si avvicina senza pregiudizi. Ironico, intreccia contrasti di luci e colori sgargianti al fine di  immortalare e tramandare l’essenza del nostro tempo. Rinat vuole cambiare il mondo affidando le sue idee all’arte, intesa come mezzo di comunicazione universale, capace di oltrepassare confini ideologici di ogni natura. Sostiene che cambiando il mondo interiore di una persona si possa riuscire a cambiare il mondo intero.
Un po’ utopico come concetto, ma, in fondo, è questa la chiave della sua libertà creativa. Le informazioni sul percorso di formazione artistica, premi e riconoscimenti che ha ricevuto, sono ripetute in ogni articolo che lo riguarda. Su Rinat Shingareev si sa veramente poco dal punto di vista personale. Io ho avuto modo di contattarlo e posso dire di aver trovato un uomo talentuoso, ambizioso, disponibile e con una grande voglia di farsi conoscere.
Quando si parla di colori ad olio a me sembra quasi di sentirne l’odore, immagino i pennelli un po’ disordinati e impastati. Per quanto riguarda Rinat no, le sue linee e forme sono talmente perfette da farmi pensare che possa entrare nel suo studio vestito di bianco, dipingere e uscire senza avere addosso la più piccola macchia di colore.

Agnese Failla

MADMAG Magazine / Brazil


O NOVO HERDEIRO DA POP ART É RUSSO E SE CHAMA RINAT SHINGAREEV


Artista se auto proclama o melhor artista vivo

Auto proclamado “o melhor artista vivo”, Rinat Shingareev é um russo radicado na Itália. A modéstia pode até não ser o seu forte, mas ele tem lá sua razão já que diversas revistas internacionais tem o considerado como um verdadeiro herdeiro da pop art. Seu objetivo é simples, mas ambicioso: escrever seu nome definitivamente na história da arte e ser lembrado pelas próximas gerações por seu trabalho.

Seguindo os princípios do mestre Andy Warhol, ele se apropria de rostos famosos da cultura atual, maximiza as cores e insere ícones da cultura de massa. O que resulta desse processo são pinturas a óleo onde Barack Obama se tranforma em Capitão América, a Estátua da Liberdade sangra pelo nariz, Whiz Kalifa vira Alladin Sane e Jesus é movido a Red Bull. E, como não poderia deixar de ser, o próprio Rinat vira um santo.

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